Che sia a bordo di due o quattro ruote, di cui è un grande appassionato, Ruggero Campi, presidente dell’Automobile club di Perugia, affronta il suo personale viaggio nella vita, tra ironia, serietà e a tratti malinconia, calcando l’acceleratore o usando i freni all’occorrenza e senza dimenticare chi è e da dove viene, il quartiere Elce di Perugia. Tutto questo si rispecchia nelle 488 pagine di ‘Metà super, metà normale’, il libro di Morlacchi editore presentato giovedì 21 dicembre all’hotel Brufani di Perugia.

Nel volume Campi, che non vuole definirsi scrittore bensì un ‘osservatore con la penna in mano’, ha raccolto gli articoli scritti per la rubrica ‘Autofocus’ de Il Messaggero-Umbria, dedicata al mondo dei motori. Ne è nato un racconto che è ‘un pieno di storie, avventure, disavventure, tic e manie di automobilisti perugini e non solo’, come recita il sottotitolo dell’opera, storie di marche e di modelli, di leggi e codici ma anche di luoghi e personaggi come Italo dell’Esso di Elce, Gino Castellani, ‘mago dell’Alfa’, Marrani, ‘artista della scintilla’ e Sauro, suo rivale elettrauto del centro. E ancora l’esperto di motorini Bicchierino, il carburatorista Fabbroni e ‘i mitici Gelsomini e Persichini, imprescindibili punti di riferimento di Piazza Morlacchi’.

A presentare questo volume, il cui ricavato della vendita sarà devoluto al Centro Speranza di Fratta Todina, sono stati il giornalista Italo Carmignani, caporedattore de Il Messaggero-Umbria, e David Brunelli, professore di diritto penale dell’Università degli studi di Perugia. In platea, ad ascoltare, tanti amici di Campi tra cui l’ex procuratore capo della Repubblica di Perugia, Nicola Miriano, e l’ex comandante dei Carabinieri della Provincia di Perugia, colonnello Carlo Corbinelli.

“Il titolo – ha spiegato Campi – allude al riempimento del serbatoio delle macchine degli anni ’70 o dei motorini che, appunto, venivano riforniti con carburante metà super metà normale, per farli andare un po’ meglio ma anche per risparmiare”. “In questo racconto – ha continuato Campi – ci ho messo tanta normalità e passione. Tra i tanti aneddoti ce n’è uno che mi piace ricordare, legato a un lunedì di Pasquetta, quando in sella alla mia bicicletta stavo percorrendo una strada di campagna nei dintorni di Cannara. Sono stato catturato da un buonissimo odore di pollo arrosto e patate e così mi sono fermato e ho conosciuto la cuoca. La domenica successiva mi ha fatto trovare quella pietanza e così da quel giorno siamo diventati amici, tanto che ogni volta che la chiamo me ne prepara una e la porto a casa”. Molte le persone che Campi ricorda nel libro e difatti ha specificato che “questo è un libro diffuso, scritto dalle persone che ho incontrato e da quello che mi hanno trasmesso”.