Che cos’è l’Impossible Burger? E’ un hamburger completamente vegano, praticamente irriconoscibile sia per colori sia per sapore a un carnivoro. Lo scambierà per un hamburger vero, anche se non c’è neanche un pizzico di carne dentro. Del resto, prima di uscire dai laboratori dove è stato creato, questo hamburger ha dovuto superare proprio questo test. Superato a pieni voti. Il burger veg ha visto la luce nel 2011 all’Università di Stanford, a opera del biochimico Pat Brown. Che ha inventato la startup in grado di confondere anche gli anti-veg più convinti e agguerriti.

Insomma, sapore, consistenza, profumo, sfrigolio quando cuoce: nessuno è capace di riconoscere le differenze se qualcuno non glielo dice. Cinque anni hanno lavorato i neuroscienziati per creare il primo. È stato necessario stabilire l’esatto bouquet di aromi del panino, la precisa consistenza sotto i denti. Il cervello deve essere assolutamente ingannato attraverso tutti i sensi.

Erminio Monteleone, presidente della Società italiana di scienze sensoriali, spiega: “Il cervello impara la congruità, ovvero che stimoli da sistemi sensoriali diversi, come gusto e olfatto, arrivano sempre in contemporanea quando mangiamo un certo cibo e l’uno rafforza l’altro. Non è un’illusione, ma il risultato dell’apprendimento. Noi definiamo dolce il profumo di vaniglia, quando lo annusiamo ci aspettiamo un sapore zuccherino. Succede la stessa cosa con il burger: se vista, olfatto, rumore e texture quando lo mastichiamo sono identici a quelli di uno di carne pensiamo che lo sia. E’ fondamentale la consistenza: una lasagna per astronauti liofilizzata non viene riconosciuta come altrettanto buona di una reale, anche se il gusto poi è uguale”.

Insomma, il cervello è così facile da portare fuori strada? Beh, l’impossible burger ha un ’eme’ (complesso che nella carne è costituito dal ferro e che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi) composto da leghemoglobina derivata dalla soia, prodotta con la fermentazione di lieviti e aggiunta agli altri ingredienti, proteine del grano, patate, olio di cocco, vitamine e additivi alimentari vegetali come la gomma di xantano. Quello che ne viene fuori è ‘carne’ macellata, pure sanguinolenta. O meglio, quello che vediamo noi è questo.

Nella sostanza, appurato che la differenza proprio non si vede, sappiate che il burger-veg fa anche meno male di quello tradizionale. Ma non è la scelta più indicata per chi vuole ridurre i grassi saturi o non tollera il glutine. Ora bisognerà capire se i carnivori si prenderanno la loro rivincita sui vegetariani e vegani: fargli mangiare una bella bistecca travisata da insalata.