È già stata ribattezzata la tassa sui morti. Secondo il disegno di legge che disciplina le attività funerarie, in questi giorni all’esame della Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato, si dovrà applicare l‘Iva al 10% sui funerali, fino a oggi esenti. Inoltre, si dovrà pagare “l’affitto” della tomba, ovvero un contributo su base annua che dovrebbe aggirarsi sui 30 euro e che dovrebbe servire a finanziare la vigilanza da parte delle aziende locali. Con la conseguenza di far aumentare i costi di un funerale anche di 200 euro. I Comuni, invece, saranno obbligati a destinare il 20% della Tasi incassata ai cimiteri monumentali affinché possano coprire i loro costi.

ra gli effetti previsti dell’entrata in vigore della cosiddetta tassa sui morti, secondo il presidente del Movimento Difesa del Cittadino ci sarebbe “la riduzione delle agenzie funebri presenti sul territorio in quanto si stabilisce che le imprese che organizzano più di 300 funerali l’anno (fino a 1000) dovranno avere almeno 3 mezzi di proprietà, 6 dipendenti assunti a tempo indeterminato e un direttore tecnico, mentre quelle che organizzano più di 1.000 funerali dovranno possedere 4 carri funebri e avere 12 dipendenti. Le aziende che non si adegueranno alle nuove norme saranno inesorabilmente costrette a chiudere o ad essere assorbite da altre imprese più grandi”.

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