Bravi in Italia, cercati anche dai club stranieri, ma davvero ricchi solo se quel confine nazionale lo superano davvero. Sono i tecnici di calcio che allenano in serie A. Al primo posto c’è Massimiliano Allegri, tecnico che con la Juventus ha vinto quattro campionati consecutivi, oltre a portare i bianconeri per due volte in finale di Champions League. Guadagna 7 milioni netti all’anno e stacca nettamente gli altri. Al secondo posto c’è infatti Luciano Spalletti, pure lui toscano, che da un anno è sulla panchina dell’Inter e prende 4 milioni.

All’inizio della stagione scorsa, al terzo posto c’era Vincenzo Montella, a cui il Milan garantiva uno stipendio di 3 milioni all’anno. Dopo l’esonero, l’Aeroplanino ha trovato casa a Siviglia, in Spagna, con lo stesso ingaggio. Eusebio Di Francesco, che ha portato la Roma alle semifinali di Champions League al primo anno in giallorosso, arriva a malapena a 1,5 milioni. Maurizio Sarri, al Napoli, arrivava a 1,4, pur facendo vedere forse il più calcio nel nostro campionato. Sarri cerca un ingaggio all’estero, ben sapendo che lì potrebbe davvero far crescere il suo conto in banca. Del resto, al Manchester City, Pep Guardiola mette in banca 18 milioni l’anno. Sull’altra sponda di Manchester, allo United, José Mourinho arriva a 16. Fino a gennaio al terzo posto c’era Carlo Ancelotti, pagato profumatamente al Bayern Monaco (12 milioni). Ora Carletto è al Napoli e si è accontentato di molto meno. Pure Roberto Mancini, allo Zenit San Pietroburgo, arrivava a 5 milioni di euro, ma ha rinunciato e come ct dell’Italia prende 2 milioni di euro per due anni.

Al Chelsea, Antonio Conte si è fatto pagare 7,5 milioni di euro l’anno. Anche per questo motivo, non ha intenzione di lasciare volontariamente la panchina dei Blues. Antonio, tra l’altro, reinveste i soldi con profitto nel nostro Paese: la Conte srl, che si occupa di gestione delle palestre, presenta 159 mila euro di ricavi, con una perdita di 2 mila euro. Luciano Spalletti investe invece nell’agriturismo toscano ‘La Rimessa’, 220 mila euro di fatturato nel 2016 e una perdita di 4.767 euro. Spalletti controlla all’80 per cento pure l’azienda agricola Safe, 119 mila euro di fatturato e utile di 19 mila euro.

Allegri investe nella Malpaso (al 50% con il socio Paolo Sodi), società che si occupa della promozione in Italia e all’estero dell’immagine di personaggi dello spettacolo e dello sport, ma anche del cinema e dello showbiz in generale. Anche Marcello Lippi e Gennaro Gattuso sono molto attenti a far fruttare i loro guadagni. Il mister campione del mondo ha il 10% di Capraia Diving Service, società che svolge attività legate al mondo degli sport subacquei. Nel 2017 ha raggiunto gli 80 mila euro di fatturato e un utile di 2mila euro. Controlla anche il 20% di Sviluppo energia pulita, srl in liquidazione, poi è socio accomandatario di Dasti di Lippi Marcello & C. Sas, occupandosi di compravendita di beni immobili.

Gattuso, che al Milan prende 2 milioni di euro all’anno, è socio amministratore di Pinamar (locazione immobiliare), detiene il 49% dell’immobiliare Gabriela srl (51% della moglie) e il 50% della società di ristorazione Saga. Infine, il 50% di Gattuso e Bianchi, gastronomia e ittica con sede a Gallarate. Un po’ tutti sanno che la vita da allenatore può essere molto precaria.